Trovare l’istruttore giusto

“Senza l’istruttore giusto, non può chiamarsi apprendistato”

Nel Budo si suole dire che è meglio passare quindici anni alla ricerca di un buon istruttore che non farlo e iniziare quindici anni prima.
Dogen, un istruttore buddista Zen giapponese e fondatore della scuola Soto di Zen in Giappone, disse: “Senza il istruttore giusto, non
può chiamarsi apprendistato.”
Il punto di partenza del Budo è la ricerca di un buon istruttore, in caso contrario il praticante potrebbe cadere nella trappola del cattivo
sbagliato apprendistato del Budo.
Un buon istruttore insegnerà i principi del Budo (chiamati RI in giapponese) e successivamente l’allievo potrà iniziare ad imparare il
Budo così com’è. In altre parole il Budo diventa l’istruttore.
L’istruttore insegna all’allievo come imparare le tecniche. Anche se il modo di presentarlo è facile da capire, è basato su una serie di principi
profondi. Dovete ricordare, tuttavia, che nonostante le tecniche usate dall’istruttore siano basate sui Ri, saranno assimilate nella personalità
dell’individuo, come se si aggiungesse carne ad uno scheletro.
Il famoso sacerdote buddista Kobo Daishi (774-835) disse:
“Non guardare ciò che si lasciarono alle spalle i tuoi predecessori, cerca quello che loro cercavano”. L’allievo o discepolo deve evitare di
essere un doppione del suo istruttore. Al contrario, l’allievo deve volgere lo sguardo verso lo stesso “cammino” che percorre il suo
istruttore e concentrarsi su come quest’ultimo abbia camminato per arrivare fino a lì. Le tecniche dell’istruttore sono la risposta alle
domande che si è posto durante il “cammino.” Si sono sviluppate per mezzo delle esperienze, delle difficoltà e delle tribolazioni personali
dell’istruttore. L’allievo deve guardare al suo istruttore ricercando percorsi che lo aiutino ad avanzare. Questo è il significato di
procedere sullo stesso “cammino” e di non semplicemente imitare l’istruttore.
L’istruttore istruisce l’allievo su come dominare le tecniche.
L’allievo le utilizza per trovare le proprie risposte. Sentii dire dal vecchio istruttore di Escrima (Arte Marziale filippina) chiamato
Ramiro Estalilla, qualcosa di simile a questo: “Io dirigo i miei allievi affinché trovino le tecniche, insegnando loro i principi, il movimento
del corpo e la sensibilità che offrono vie ed indicazioni per trovare le risposte”.