3 Feb 2018

STAGE 3 FEB 2018

Il 3 febbraio 2018 si è svolto il primo stage dell’anno della DSA Italia, il tutto in un ambiente molto spazioso, luminoso e confortevole, che ci ha permesso di esprimere al meglio il programma che avevamo preparato.

Come negli stages precedenti abbiamo avuto il piacere di ospitare amici e colleghi della polizia locale, istruttori di varie discipline marziali, corsisti che stanno facendo un percorso formativo, provenienti da regioni quali Lombardia, Romagna e Trentino.
Anche in questa sessione di i riscontri ricevuti via messaggio nei giorni successivi sono stati gratificanti, per cui rinforziamo sempre più l’idea che il percorso formativo così come è stato impostato, piace e viene considerato “diverso” da ciò che viene proposto nella maggior parte dei casi.

Il prossimo stage indicativamente si svolgerà a metà marzo, stage al quale stiamo già lavorando e che, considerando le tematiche affrontate in quest’ultimo, le enfatizzeremo dando degli spunti su come difendersi avendo a disposizione oggetti di comune utilizzo quotidiano.

I nostri tecnici non si limitano a far vedere delle tecniche, i nostri tecnici costruiscono lo stage sulla base di protocolli che permettano al corsista di apprendere velocemente, di comprendere il motivo di certi insegnamenti e soprattutto per usare tali insegnamenti a beneficio della propria vita privata. Lo sport e la consapevolezza, migliorano il modo di rapportarsi con gli altri, migliorando lo status personale.


LO STAGE IN NUMERI

Presenze

Donne

Min Stage

Uomini

Tecniche

Min Tecnica

Varianti

Min Tecnica-Mente


PROGRAMMA

  1. Ore 09.30 Presentazione del programma
  2. Riscaldamento
  3. Lavoro sulle tecniche
  4. Analisi comportamentale
  5. Test sul confronto mentale
  6. Ritorno alle Tecniche con la consapevolezza di quanto appreso
  7. Chiusura dello stage ore 13.50

SVOLGIMENTO

Il programma si sviluppato in 3 fasi:

  1. Confronto fisico tra aggressore e vittima senza fornire indicazione ai corsisti (vittime) su come affrontare l’aggressore dal punto di vista di strategia
  2. Analisi comportamentale e psicofisica sia dell’aggressore che della vittima, condizione provata da tutti i corsisti a rotazione
  3. Nuovo confronto psico-fisico tra aggressore e vittima con l’uso delle tecniche e dell’atteggiamento mentale appreso nello step 2

 

La struttura dello stage, basata su questi tre punti ha messo in evidenza con elevata sorpresa dei presenti, di quanta energia viene dispersa inutilmente sia durante una aggressione (vantaggio per la vittima) sia da parte della vittima nel caso in cui manchi una consapevolezza ed una strategia di difesa.
Alla fine dello stage tutti i corsisti hanno appreso come sia possibile stancare l’aggressore utilizzando il minimo dispendio di energie, condizione necessaria per sferrare un attacco e far divenire il nostro aggressore una vittima a suo discapito.


TECNICA

In questa foto, l’aggressore, Luca Tabacco della Defence Systems Academy, ha tentato una aggressione da dietro prendendo per il collo il master Pier Paolo Ibba.

L’aggressore, subito dopo aver tentato la presa al collo per impedire all’aggredito di respirare, per immobilizzarlo, si è trovato in una situazione invertita, in cui l’aggreddito, mettendosi a lato dell’aggressore ha recuperato subito la possibilità di respirare, si è trovato con entrambe le mani libere, al contrario del suo aggressore che le aveva impegnate nella stretta al collo.

In questo posizione di vantaggio, l’ex aggredito, il master Pier Paolo Ibba, ha avuto la possibilità, con la sua mano destra di prendere il braccio destro dell’ex aggressore Luca Tabacco e portare la sua mano sinistra, passando dietro la schiena dell’aggressore sulla testa dell’ex aggressore.

Il risultato finale, che nella foto non si vede è stato che Pier Paolo, raddrizzando completamente la schiena, continuando a tenere con una mano il braccio e con l’altra la testa di Luca, ha portato in ipertensione il braccio e bloccato la testa in una posizione in cui era impossibile muoverla. Il passaggio immediatamente successivo è stato quello di indietreggiare spostando il baricentro di Luca Tabacco al di fuori dallo stato di equilibrio, imponendo una posizione di completa sottomissione.

MENTE

In questa foto il Mental Coach Biliato Denis fa provare ai vari corsisti una sensazione di destabilizzazione mentale che un aggressore potrebbe provare se l’aggredito ha la prontezza e la consapevolezza per rompere uno schema.
Si parla molto di tecniche di difesa e quindi di “mosse” da fare nel caso in cui qualcuno ti aggredisca, però è anche vero che prima di una aggressione c’è un avvicinamento e si manifesta un determinato tipo di comportamento, sia da parte dell’aggressore che dell’aggredito.

In questo caso il MC Biliato Denis ha dimostrato, ai vari corsisti che hanno voluto provare il confronto, come, durante l’avvicinamento dell’aggressore, lo stesso inizi a perdere la lucidità e quindi il “ritmo” aggressivo solo grazie al fatto che l’aggredito si posizioni in una determinata maniera e fissi un punto dietro le spalle dell’aggressore.

Da questo esperimento è nato il tema dello stage “L’aggressione è nulla senza il controllo” proprio detta dal fatto che se all’aggressore viene fatto credere che ha perso o che sta perdendo il controllo della situazione, nella maggior parte dei casi, il conflitto si risolve senza danni per le parti.

EFFICACI

La tecnica aveva lo scopo di dimostrare come la corretta analisi della situazione e la prontezza di reazione potesse dare dei vantaggi alla persona aggredita, pur essendo la persona aggredita di fronte ad una minaccia.
Nello stage i docenti puntano a dimostrare come qualsiasi tecnica e qualsiasi arte marziale possa essere efficace o completamente inefficace, se non si ha il giusto approccio e la giusta preparazione per poterla usare.

In questo sessione, dal tema “l’aggressione è nulla senza il controllo” abbiamo fornito degli spunti che hanno permesso ai corsisti di apprendere velocemente la tecnica e memorizzarla nel lungo periodo, con un valore aggiunto, quello di imparare una tecnica sia dal punto di vista del movimento, sia dal punto di vista psicologico e fisiologico.

La parte di apprendimento fisiologico, aveva l’obiettivo di far comprendere che prima di fare qualsiasi cosa devi metterti in una condizione in cui respiri bene, in cui si ha stabilità motoria e in fine puntare ad avere più arti liberi possibile.

La parte di apprendimento psicologico aveva l’obiettivo, dopo aver assolto l’esigenza fisiologica primaria, di ossigenare bene il cervello ed attuare con efficacia le tecniche conosciute.

TESTIMONIANZA

Se hai partecipato al nostro stage, lascia anche tu una testimonianza di ciò che hai avuto modo di provare e di ciò che ti è rimasto impresso nella mente. Ci farebbe molto piacere avere un commento anche da parte tua.

La tua testimonianza, per lo staff delle Defence Systems Academy, è importantissimo.