Picchiata per rubarle 40 euro ed un cellulare

Picchiata e Derubata andando a lavoro

Agguato nel sottopasso a Mestre, picchiata e rapinata della borsa: due criminali in fuga
„Una 27enne vittima di aggressione venerdì mattina nel tratto ciclopedonale sotto la stazione, tra via Dante e Marghera. Ferite non gravi per lei ma tanta paura. Caccia ai delinquenti“

Apre così il titolo di cronaca scritto qualche giorno fa su venezia today.

Un titolo ed un sottotitolo che non necessitano di molti commenti ma fanno scaturire rabbia e frustrazione per uno dei tanti eventi che quotidianamente capitano attorno a noi e rimangono spesso impuniti per mancanza di controlli e per mancanza di potere da parte delle forze dell’ordine.

La narrazione del fatto riportato sulla pagina di venezia today è la seguente

Agguato nel sottopasso a Mestre, picchiata e rapinata della borsa: due criminali in fuga

Vittima di aggressione improvvisa per strada, senza nemmeno il tempo di tentare di reagire. Una rapina ai danni di una 27enne sarebbe stata compiuta la mattina di lunedì a Mestre, nel sottopasso ciclopedonale della stazione che collega via Dante con via Rizzardi. La poveretta – come riporta Il Gazzettino – sarebbe giunta al pronto soccorso in stato di choc dopo essere stata picchiata e derubata della borsa. Se la caverà con cinque giorni di prognosi, ma il trauma dell’esperienza sarà duro da superare.

Agguato improvviso

Il fatto sarebbe accaduto verso le 9 di mattina, in un punto che la ragazza percorre quotidianamente per recarsi sul posto di lavoro. Avrebbe incrociato i delinquenti lungo il tunnel, due persone che senza proferire parola l’avrebbero aggredita con violenza, strattonata e colpita. Obiettivo impossessarsi della borsa che la giovane portava a tracolla, dentro una quarantina di euro in contanti e un cellulare. Una volta ottenuto ciò che volevano, si sono allontanati di corsa. È stata questione di pochi istanti: nessuno è intervenuto in aiuto della 27enne, visto che i due hanno pensato bene di agire in un momento in cui nel sottopasso non c’erano altre persone.

Soccorsa

A prestare soccorso alla vittima sono stati alcuni passanti arrivati poco dopo. Le hanno chiesto cosa fosse successo, quindi hanno allertato il 118 e le forze dell’ordine. Malconcia e impaurita, è stata condotta all’Angelo, mentre i carabinieri hanno raccolto la testimonianza e dato il via alle ricerche per tentare di rintracciare gli autori del gesto. Un contributo alle indagini potrebbe arrivare dalle registrazioni delle telecamere comunali collocate in zona.


Perchè succede?

Le risposte possono veramente essere molte e in base al pensiero politico e sociopolitico del lettore sicuramente si prediligono alcune risposte rispetto ad altre.

Probabilmente il denominatore comune della maggior parte delle risposte sarà un fattore riconducibile a terzi come ad esempio, la mancanza di controlli, la mancanza di soldi per dare maggiori sicurezze, la crisi economica che porta la gente a delinquere, il semplice bullismo che viene a crearsi per la mancanza di educazione da parte dei genitori, una politica più attenta ai propri interessi rispetto a quelli dei cittadini che la mantengono.

Ma da quanto tempo stiamo dando sempre e solo la colpa di ciò che succede agli altri? E se generalizzassimo maggiormente il fantomatico pronome indefinito “altri”, non risulterebbe, paradossalmente, che tra gli altri ci siamo anche noi?

Per cui, siccome da anni ci lamentiamo che le cose non cambiano, probabilmente dobbiamo renderci conto che i primi a dover far qualcosa dobbiamo essere proprio noi.

Sia ben chiaro, quanto scritto sopra è tutt’altro che una istigazione alla violenza, è una istigazione a “aprire gli occhi” ad imparare ad essere più presenti, a conoscere i nostri diritti e ad aumentare la nostra consapevolezza.

Cosa possiamo fare?

Anche a questa domanda, in funzione dell’età, del sesso, dell’estrazione sociale, della religione e del pensiero politico, potremmo raccogliere decisamente molte risposte, dalle più pessimistiche alla più fatalistiche in cui la persona manifesta una rassegnata passività nei confronti degli eventi che le coinvolgono in maniera diretta o indiretta.

Ma proviamo ad andare oltre all’ormai di moda “populismo”, proviamo a comprendere perchè accadono questi eventi, come ragionano mediamente degli aggressori e come possiamo evitare di incontrarli nella nostra strada.

Se tu arrivassi a comprendere il pensiero di tali persone e le potessi evitare, anche se conosci delle tecniche di difesa efficaci e risolutive, le eviteresti o cercheresti ugualmente il confronto per fargli capire che devono smettere di fare ciò che fanno?

Spero tu abbia risposto “li eviterei” anche se il sentimento di “rabbia” molto spesso ci farebbe fare la cosa più pericolosa. Ho scritto “la cosa più pericolosa” perchè, anche se fossimo dei professionisti nella difesa personale, noi non sappiamo mai chi abbiamo di fronte e soprattutto non sappiamo se è da solo e se è armato.

Per cui la cosa più sensata e meno pericolosa resta una sola, evitare quanto più possibile qualsiasi tipo di scontro e per riuscire in questa impresa ti do alcuni aspetti ai quali fare attenzione da oggi in avanti quando sei per strada:
– normalmente che ci vuole aggredire indossa scarpe da ginnastica, un abbigliamento comodo, berretto o cappuccio e cerca di non farsi notare (anche se ci riesce molto male)
– nella maggior parte dei casi, a meno che l’aggressore non sia in pericolo, sceglie la sua vittima se la identifica più debole e indifesa
– l’aggressore difficilmente agisce da solo, cerca spesso un compagno
– agisce in luoghi dove può avere il controllo della situazione e in cui ti possa mettere “alle strette” con poche vie di fuga per te ma sicuramente almeno una per lui/loro

 

 

 


In conclusione

Siccome siamo delusi e ci sentiamo poco tutelati dal nostro “sistema paese“, dobbiamo essere noi a modificare il nostro modo di essere per auto-tularci, dobbiamo essere noi a sapere cosa fare e come farlo, per evitare di diventare delle vittime.

Con i punti sopra descritti, su come si comportano gli aggressori e come si possono identificare nel 90% dei casi, da oggi abbiamo notevoli vantaggi su di loro e li sintetizzo di seguito:

  1. ora sappiamo come vestono
  2. ora sappiamo come pensano
  3. siamo al corrente che ci scelgono in base al nostro atteggiamento e comportamento
  4. sappiamo che preferiscono agire in compagnia
  5. sappiamo che preferiscono zone poco frequentate
  6. sappiamo che scelgono posti in cui possono controllare la situazione
  7. scelgono posti dove hanno almeno una via di fuga
  8. nella maggior parte dei casi sono a piedi
  9. sono goffi nel nascondersi perchè non naturali

La maggior parte delle cose elencate le può notare chiunque di noi, il problema maggiore sta nel fatto che purtroppo siamo spesso molto distratti ed è per questo che non le notiamo.

La prima difesa è la prevenzione, abituiamoci a guardare, osservare, analizzare e solo dopo ad agire. Dobbiamo evitare di percorrere la solita strada pensando che sia sempre uguale e che non ci sia nulla di diverso. Impariamo a porci delle domande ed eventualmente a rompere lo schema della “routine”, soprattutto se abbiamo la sensazione che qualcosa non è come ce lo aspettavamo.
Se impariamo a rompere gli schemi, ad uscire dagli schemi della quotidianità, prima di tutto scopriremo cose nuove e punti di vista nuovi e in secondo luogo impareremo a prendere delle decisioni più velocemente.

L’ultimo aspetto su cui voglio farti riflettere, che potresti prendere come un gioco per i prossimi 7 giorni e che molto probabilmente troverai sconcertante analizzando i risultati raccolti è il seguente:
qualunque posto pubblico in cui ti troverai, supermercato, mercato, per strada, in negozio, in autobus, in tram, in treno, qualunque, osserva i comportamenti delle persone, osserva quanti si guardano attorno incuriositi da ciò che li circonda e quanti invece rimangono assorti nei loro pensieri. Quando identifichi qualcuno che rimane assorto nei suoi pensieri osserva in quante occasioni potrebbe essere vittima di un evento qualsiasi.
Alla fine dei 7 giorni, lascia un tuo commento su ciò che hai visto ed analizzato, sarà un piacere condividerlo.

A presto